02 luglio 2017

Il Santuario della Madonna di Basella

Un luogo sprituale, di arte e cultura da secoli sospeso tra storia e racconto.

Il racconto dell’apparizione

E’ una mattina dal freddo pungente quella in cui si sveglia Marina Casone.
E’ la mattina dell’8 aprile 1356.
 
Apparizione Santuario Basella
Foto: Roberto Consoli

La piccola casa, al limite dell’abitato di Urgnano, ancora dorme nella sottile coltre di foschia che da terra ai primi rami abbraccia le luci del giorno donando un’opaca profondità alle forme dei tigli selvatici.
Una casa di contadini questa dei Casone, come del resto quasi tutte quelle del piccolo paese da cui ora
salgono flebili colonne di fumo, ricordi sopiti delle braci accese nei camini la sera prima.
 
Ci sono giornate d’inverno dove, se dalla finestra si guarda verso il fiume Serio, si può scorgere la monotona pianura e, poco più in là, in una località chiamata Santa Maria di Basella, l’unico pezzo di terra che a questa povera famiglia dà il pane.
Da questa finestra Marina osserva il lungo paesaggio: ma in questo momento l’unica cosa che attira la sua attenzione è l’insolito manto bianco.

La notte è stata particolarmente fredda e ora l’inusuale gelata ne fa da triste testamento.
 
Non si tratta di una brina comune, questa è una disgrazia! - esclama Marina.
Con il cuore in gola infila gli abiti più pesanti che ha e si precipita verso i campi che in quel periodo sono in pieno germoglio.
 
La strada è piana e accidentata, piena di quei sassi di fiume che il Serio generoso spande per tutta la bassa campagna.
Il fiato è spezzato e il freddo brucia in viso: Marina corre trafelata e pensa già al peggio.
Il rumore solitario dei passi scandisce ovattato i suoi pensieri.

Sul posto l’amara sorpresa: tutti i germogli, distrutti.
La fanciulla cade in preda alla disperazione.  Vergine Santa! E scoppia in lacrime.
Il raccolto rovinato è un disastro per lei e tutta la famiglia: cosa mangeremo? Di cosa vivremo?

E’ in quel momento che dalla foschia appare una figura luminosa. E’ la Madonna. E con sé porta Gesù Bambino.
Ha lo sguardo colmo di grazia. Marina, perché piangi?
Marina, ancora in preda allo stupore dice sgomenta:
“Ma non vedete Signora il danno della brinata! I poveri moriranno di fame!”.
“Oh, no, il raccolto non sarà danneggiato da questa brina, Sarà anzi superiore a quello degli altri anni”.
“Ma chi siete voi, gentile Signora?”.
“Verrai in questo luogo tra nove giorni, e allora ti svelerò ogni cosa”.
E dicendo quest’ultima frase la Madonna scompare.

Nei giorni seguenti non passa momento in cui Marina non pensi a quella mattina.
Com’è possibile che le sia accaduto un fatto tanto strano quanto reale?

Venuto finalmente il nono giorno, Marina si reca di buon mattino all’appuntamento con la Signora. E’ il 17 aprile 1356.
Lei la attende e spiega:
Io sono la Madre di Dio e sono apparsa qui per la consolazione tua e dei tuoi compaesani.
In questo luogo sorgeva anticamente una chiesa a me consacrata.
Dì agli uomini che vengano qui a scavare, e ne troveranno i ruderi”.

La Madonna raccoglie tre pietre e le pone in un punto.
“Sotto queste pietre troverete l'altare a me consacrato”. E la visione scompare.

Successivamente, spiegato quanto accaduto al padre e ad alcuni uomini di Urgnano, insieme a loro si reca sul posto e, scavato nel punto indicato, grande è la loro meraviglia quando vengono alla luce l’altare e i resti di un’antica chiesa dedicata alla Vergine di cui nessuno aveva notizia (da qui la probabile origine del nome “Basella” ovvero antica chiesa).

I ruderi testimoniano inoltre la presenza in quel luogo di un’antica comunità cristiana devota della Vergine. Poteva essere un piccolo borgo di contadini scomparso in seguito ad una qualche alluvione del fiume che li costrinse ad emigrare altrove.
 
Santuario della Madonna di Basella
Foto: Roberto Consoli
 
La costruzione e l’ampliamento del Santuario
Fin da subito fedeli, istituzioni e autorità si attivano per far sorgere in quel punto la nuova Chiesa.
Il Vescovo di Bergamo del tempo, Lanfranco de' Saliverti (Salvetti), vagliati attentamente tutti gli elementi del caso, il primo maggio 1356 pone la prima pietra del nuovo Santuario dedicato alla Vergine davanti ad una moltitudine sterminata, accorsa da paesi vicini e lontani. I lavori di costruzione durano appena cinque mesi.
 
La Lombardia degli eventi narrati è dominata dalla Signoria dei Visconti.

Bernabò Visconti, l'11 giugno 1356 (circa due mesi dopo l'apparizione) di ritorno da Venezia, visita con il suo seguito i lavori del santuario di Basella. In quell'occasione dona ben dieci fiorini d'oro e una bellissima croce.

Anche Galeazzo II Visconti si reca al Santuario di Basella con il suo seguito. E’ il 2 luglio 1356.
La storia ci dice che vegliò tutta notte in preghiera con la veggente Marina Casone.
Sul far del giorno fa celebrare una Messa, depone sull'altare cento fiorini d'oro e dona un calice.
Della sua visita è rimasta un’immagine nell’affresco in fondo alla navata di destra del Santuario.

A causa dei molti conflitti, il periodo delle Signorie (sec. XIII-XIV) è l'epoca d'oro delle milizie mercenarie.
Tra i capitani di ventura del periodo si fa notare per le sue abilità strategiche Bartolomeo Colleoni. Alternativamente al soldo dei Visconti e della Repubblica Veneta, da questi ultimi si fa donare per i suoi preziosi servigi una dorata pensione nel Castello di Malpaga, appena al di là del fiume Serio, quasi di fronte a Basella.

Alla prima visita al santuario, nel 1460 circa, avverte immediatamente la scarsa capienza e l'inadeguatezza del servizio religioso. E’ così che hanno inizio i lavori di ampliamento: viene aggiunto al presbiterio un prolungamento di tre navate. Per l'assistenza religiosa al santuario chiama nel 1466 i Padri Domenicani di S. Spirito in Bergamo, dopo aver costruito per loro un convento, a destra del santuario.

Nel 1474, morta Medea Colleoni, figlia del condottiero, viene eretto un sepolcro in sua memoria che rimane nel Santuario fino al 1842 quando viene trasferita nella cappella Colleoni di Bergamo, accanto a quello del padre.

I domenicani e i Padri Passionisti
Il 24 gennaio 1477 viene rogato a Brescia l'atto di presa di possesso da parte dei Domenicani.
Vi rimangono tre secoli, fino alla soppressione dell’ordine decretata dalla Repubblica Veneta. Da quel momento il Santuario di Basella, privato dell'assistenza religiosa, si avvia a lenta decadenza.
Il servizio viene affidato ad un cappellano, che è nel contempo curato di Urgnano a tutti gli effetti.

I Padri Passionisti sono una Congregazione, fondata nel 1720 da San Paolo della Croce.
La loro missione è risvegliare nei cristiani la memoria della Passione di Cristo, come mezzo efficace di salvezza.

Agli inizi del novecento, i Passionisti sono alla ricerca di una fondazione in terra bergamasca, particolarmente ricca di vocazioni. Il prevosto di Martinengo suggerisce al Provinciale dei Passionisti, Padre Peruzzo il Santuario di Basella, con annesso convento.
Il 2 gennaio 1920 Padre Peruzzo, nel corso di una Missione predicata nel Duomo di Bergamo, si reca in visita a Basella ricevendone un’ottima impressione. Tra i promotori dell’insediamento dei Padri Passionisti a Basella va sicuramente ricordato Mons. Roncalli, il futuro “Papa buono”.

Nell'aprile del 1920 i Passionisti entrano solennemente in Basella, iniziando un ottimo lavoro di assistenza al Santuario che dura ormai da oltre 96 anni.
 
L’Incoronazione della Madonna di Basella 
L'incoronazione è privilegio riservato a quei santuari che si distinguono per antichità di culto e per affluenza di devoti.
Essa viene concessa solo dopo dettagliato esame dal "Capitolo di San Pietro" a Roma.
La candidatura, lanciata dal Prevosto di Urgnano del tempo, don Giuseppe Plebani, viene poi ripresa dall'Arciprete don Battista Bonaita e abbracciata con entusiasmo dai Padri Passionisti.
L'incoronazione si svolge l'8 settembre 1921, ufficiante il cardinale La Fontaine, patriarca di Venezia, corteggiato da sei vescovi.
Nel 1955, in occasione del centenario dell’apparizione (1356 - 1955) vengono celebrati grandiosi festeggiamenti.
Vi partecipa anche il cardinale Roncalli (futuro Papa Giovanni XXIII), allora patriarca di Venezia.

Durante l’omelia egli rileva che nel gruppo dell'apparizione il Bambino Gesù non è tenuto in braccio dalla Madonna né presentato in adorazione, viene invece raffigurato già grandicello in atto di camminare accanto alla Madre, quasi ad indicare la strada sicura verso la pace e la serenità.

In Occasione del Giubileo della Misericordia del 2016 indetto dal Santo Padre Papa Francesco il Santuario è indicato come chiesa Giubilare all’interno del quale può essere chiesta l’indulgenza dei peccati.
 
Come arrivare al Santuario di Basella

Orari delle Messe 
Sante Messe nei giorni feriali
  • ore 7.00 e 17.00;
 
Sante Messe nei giorni prefestivi e il sabato
  • orario estivo: ore 7:00 e 19:00;
  • orario invernale: ore 7:00 e 18:30;
     
Sante Messe nei giorni festivi
  • orario estivo: ore 7:00, 10:00, 17:00, 19:00;
  • orario invernale: ore 7:00, 10:00. 17:00, 18:30; 
     
In occasioni di feste come il Natale, la Pasqua e Pasquetta (Festa del Santuario) è aggiunta la Messa delle ore 8:30.
 
Pellegrinaggio e visite al Santuario di Basella 
I pellegrini possono visitare il Santuario tutti i giorni negli orari di apertura (dalle 7 alle 12 e dalle 15 alle 18).
Nel caso i pellegrini siano un gruppo numeroso o comunque volessero una spiegazione della storia del Santuario e dell’Apparizione della Madonna è bene prenotare con qualche settimana di anticipo per avere il supporto di un Padre Passionista. 

Per informazioni e per organizzare una visita al Santuario: Tel. 035 894213
 
Santuario della Madonna di Basella
Foto: Roberto Consoli